Le mie radici affondano nella terra delle campagne circostanti le cascine dei miei nonni. Quella paterna è stata trasformata in un’attività di ristorazione, mentre quella materna è un po’ dimenticata.
Da una parte tanto movimento, tante storie, tanti cambiamenti; dall’altra, quasi immobilità e tanto silenzio.
Con genitori dediti al lavoro, ho trascorso l’infanzia e l’adolescenza tra i tavoli del ristorante di famiglia. Fin da subito ho respirato l’accoglienza, la convivialità, la ricchezza dell’incontro con persone diverse.
Al contempo, sono radicati in me il bisogno di silenzio, di ritiro, e di lasciar spazio alla fantasia, la mia principale compagnia nella casa silenziosa.
In me coesistono queste spinte: quella al ritiro (che nel tempo si è trasformata in raccoglimento) e quella all’incontro con l’altro.
Il mio percorso scolastico non è stato dei più virtuosi. Gli anni delle superiori sono stati segnati da regole infrante e limiti superati, piuttosto che da pagine di libri sottolineate e buoni risultati.
Eppure, qualcosa ho portato a casa, insieme al diploma. A 19 anni inizio a lavorare full-time nel locale di famiglia e mi iscrivo all’Università, senza molta convinzione.
Ma l’interesse arriva, come l’appetito… se un pochino sollecitato. Così imparo ad appassionarmi a materie come diritto e sociologia.
Mi laureo in consulenza del lavoro, in scienze politiche all’Università di Torino nel 2008.
Nello stesso anno inizio la mia carriera in SCB, una finanziaria, e ripongo il grembiule da cameriera. L’incontro con le persone è fondamentale per me e, nel corso degli anni, ottengo un ruolo nell’ufficio Marketing, dove mi occupo dell’organizzazione di eventi. Le mie giornate sono piene di incontri con colleghi e interlocutori diversi. Ma sento che non è il posto in cui fermarmi.
Nel 2014 lascio questa realtà per mettermi in gioco di nuovo. Parto per il Perù con lo zaino in
spalla alla ricerca della mia strada. Al ritorno, mi iscrivo al corso di Gestalt Counseling presso la scuola SGT di Torino, un percorso di crescita personale e professionale fortemente esperienziale e trasformativo.
Durante gli anni di formazione, lavoro per un’agenzia di eventi di Torino, collaborando alla realizzazione di feste, giornate per bambini, serate di gala ed eventi sportivi.
Continuo a camminare la mia strada e a esplorare diverse discipline olistiche. Mi appassiono al teatro, allo yoga, alla meditazione e alla Naturopatia.
Mi diplomo come Costellatrice rituale e familiare presso l’Istituto Nemeton – Istituto di Arte Sciamanica e Sistemica.
Nel 2017 concludo la scuola di formazione in Gestalt Counseling presso la SGT e inizio la collaborazione con l’associazione TraMe, che si occupa di accoglienza di richiedenti asilo politico. Trasferisco nel lavoro le competenze che ho acquisito nell’ascolto di me stessa e nella relazione con l’altro.
Mischio il counseling con le competenze del mio percorso di laurea in Consulenza del Lavoro, nei colloqui con i beneficiari in cerca di occupazione. Nella redazione dei CV e dei bilanci di competenze, cerco di valorizzare le loro risorse e la capacità di trovare soluzioni creative, portando la loro unicità e ricchezza nella nostra società. Ma anche questa realtà inizia a non appassionarmi più, e l’incontro con l’altro passa in secondo piano rispetto alla burocrazia.
All’inizio del Covid, nel marzo 2020, divento mamma, e il mio viaggio si amplia incontrando una nuova maestra: la maternità. Mi immergo in corsi di accompagnamento alla nascita, maternità consapevole ed educazione rispettosa. Con mia figlia, continuo il percorso di introspezione. Per me, per lei, con lei.
Nel 2022 amplifico la mia formazione come counselor e divento tutor del master triennale in Gestalt Counseling presso la scuola SGT di Torino.
Dopo pochi mesi dall’inizio del tutoraggio, sento di ospitare una nuova vita dentro di me, e nella primavera del 2023 nasce la mia seconda figlia. Con lei, continuo la formazione, mentre dorme
fra le mie braccia. Insieme agli allievi della scuola e ai formatori, contribuiamo a co-costruire un
ambiente in cui è possibile stare in ascolto di emozioni difficili, per poi, se necessario,
trasformarle. Un ambiente in cui siamo testimoni di trasformazioni meravigliose. E ne siamo anche protagoniste.
Il Counseling per me è un percorso introspettivo attraverso il quale il cliente può risolvere problemi o superare difficoltà. è una relazione fatta/o di ascolto, sostegno e trasformazione.
È una relazione di sostegno (tra counselor e cliente) che cura le relazioni che il cliente ha con il mondo esterno…e con se stess*.
Il Gestalt Counseling è un metodo basato sulla creazione di esperienze di apprendimento nel qui ed ora, sulla sospensione del giudizio, sull’attenzione al linguaggio corporeo, sulla consapevolezza emotiva, sulla ridefinizione dei vissuti, sul dialogo e sull’incontro. Durante le sedute di Counseling accadono momenti si crea una connessione profonda con la
persona che accolgo. Istanti in cui i cuori si incontrano attraverso gli occhi, i silenzi, i respiri.
Sono dei viaggi attraverso i paesaggi nell’intimità della persona che ha scelto me come compagna di avventura.
Con noi portiamo curiosità e voglia di metterci in gioco. Non c’è spazio per giudizi e
aspettative che appesantiscono e rallentano il passo.
In questa impresa non ci sono confusioni affettive né confini ambigui. La mia presenza non vuole essere una guida ma un sostegno, un “essere con” affinché il viaggiatore non si senta
solo e possa arrivare sempre più lontano, un giorno senza di me.
Insieme co-creiamo l’itinerario, passo dopo passo, seduta dopo seduta, affrontando emozioni scomode e disturbanti, e ci godiamo la meraviglia delle mete conquistate.
Con genitori dediti al lavoro, ho trascorso l’infanzia e l’adolescenza tra i tavoli del ristorante di famiglia. Fin da subito ho respirato l’accoglienza, la convivialità, la ricchezza dell’incontro con
persone diverse.
Al contempo, sono radicati in me il bisogno di silenzio, di ritiro, e di lasciar spazio alla fantasia, la mia principale compagnia nella casa silenziosa.
In me coesistono queste spinte: quella al ritiro (che nel tempo si è trasformata in raccoglimento) e quella all’incontro con l’altro.
Le mie radici affondano nella terra delle campagne circostanti le cascine dei miei nonni. Quella paterna è stata trasformata in un’attività di ristorazione, mentre quella materna è un po’ dimenticata.
Da una parte tanto movimento, tante storie, tanti cambiamenti; dall’altra, quasi immobilità e tanto silenzio.
Con genitori dediti al lavoro, ho trascorso l’infanzia e l’adolescenza tra i tavoli del ristorante di famiglia. Fin da subito ho respirato l’accoglienza, la convivialità, la ricchezza dell’incontro con persone diverse.
Al contempo, sono radicati in me il bisogno di silenzio, di ritiro, e di lasciar spazio alla fantasia, la mia principale compagnia nella casa silenziosa.
In me coesistono queste spinte: quella al ritiro (che nel tempo si è trasformata in raccoglimento) e quella all’incontro con l’altro.
Il mio percorso scolastico non è stato dei più virtuosi. Gli anni delle superiori sono stati segnati da regole infrante e limiti superati, piuttosto che da pagine di libri sottolineate e buoni risultati.
Eppure, qualcosa ho portato a casa, insieme al diploma. A 19 anni inizio a lavorare full-time nel locale di famiglia e mi iscrivo all’Università, senza molta convinzione.
Ma l’interesse arriva, come l’appetito… se un pochino sollecitato. Così imparo ad appassionarmi a materie come diritto e sociologia.
Mi laureo in consulenza del lavoro, in scienze politiche all’Università di Torino nel 2008.
Nello stesso anno inizio la mia carriera in SCB, una finanziaria, e ripongo il grembiule da cameriera. L’incontro con le persone è fondamentale per me e, nel corso degli anni, ottengo un ruolo nell’ufficio Marketing, dove mi occupo dell’organizzazione di eventi. Le mie giornate sono piene di incontri con colleghi e interlocutori diversi. Ma sento che non è il posto in cui fermarmi.
Nel 2014 lascio questa realtà per mettermi in gioco di nuovo. Parto per il Perù con lo zaino in
spalla alla ricerca della mia strada. Al ritorno, mi iscrivo al corso di Gestalt Counseling presso la scuola SGT di Torino, un percorso di crescita personale e professionale fortemente esperienziale e trasformativo.
Durante gli anni di formazione, lavoro per un’agenzia di eventi di Torino, collaborando alla realizzazione di feste, giornate per bambini, serate di gala ed eventi sportivi.
Continuo a camminare la mia strada e a esplorare diverse discipline olistiche. Mi appassiono al teatro, allo yoga, alla meditazione e alla Naturopatia.
Mi diplomo come Costellatrice rituale e familiare presso l’Istituto Nemeton – Istituto di Arte Sciamanica e Sistemica.
Nel 2017 concludo la scuola di formazione in Gestalt Counseling presso la SGT e inizio la collaborazione con l’associazione TraMe, che si occupa di accoglienza di richiedenti asilo politico. Trasferisco nel lavoro le competenze che ho acquisito nell’ascolto di me stessa e nella relazione con l’altro.
Mischio il counseling con le competenze del mio percorso di laurea in Consulenza del Lavoro, nei colloqui con i beneficiari in cerca di occupazione. Nella redazione dei CV e dei bilanci di competenze, cerco di valorizzare le loro risorse e la capacità di trovare soluzioni creative, portando la loro unicità e ricchezza nella nostra società. Ma anche questa realtà inizia a non appassionarmi più, e l’incontro con l’altro passa in secondo piano rispetto alla burocrazia.
All’inizio del Covid, nel marzo 2020, divento mamma, e il mio viaggio si amplia incontrando una nuova maestra: la maternità. Mi immergo in corsi di accompagnamento alla nascita, maternità consapevole ed educazione rispettosa. Con mia figlia, continuo il percorso di introspezione. Per me, per lei, con lei.
Nel 2022 amplifico la mia formazione come counselor e divento tutor del master triennale in Gestalt Counseling presso la scuola SGT di Torino.
Dopo pochi mesi dall’inizio del tutoraggio, sento di ospitare una nuova vita dentro di me, e nella primavera del 2023 nasce la mia seconda figlia. Con lei, continuo la formazione, mentre dorme
fra le mie braccia. Insieme agli allievi della scuola e ai formatori, contribuiamo a co-costruire un
ambiente in cui è possibile stare in ascolto di emozioni difficili, per poi, se necessario,
trasformarle. Un ambiente in cui siamo testimoni di trasformazioni meravigliose. E ne siamo anche protagoniste.
Il Counseling per me è un percorso introspettivo attraverso il quale il cliente può risolvere problemi o superare difficoltà. è una relazione fatta/o di ascolto, sostegno e trasformazione.
È una relazione di sostegno (tra counselor e cliente) che cura le relazioni che il cliente ha con il mondo esterno…e con se stess*.
Il Gestalt Counseling è un metodo basato sulla creazione di esperienze di apprendimento nel qui ed ora, sulla sospensione del giudizio, sull’attenzione al linguaggio corporeo, sulla consapevolezza emotiva, sulla ridefinizione dei vissuti, sul dialogo e sull’incontro. Durante le sedute di Counseling accadono momenti si crea una connessione profonda con la
persona che accolgo. Istanti in cui i cuori si incontrano attraverso gli occhi, i silenzi, i respiri.
Sono dei viaggi attraverso i paesaggi nell’intimità della persona che ha scelto me come compagna di avventura.
Con noi portiamo curiosità e voglia di metterci in gioco. Non c’è spazio per giudizi e
aspettative che appesantiscono e rallentano il passo.
In questa impresa non ci sono confusioni affettive né confini ambigui. La mia presenza non vuole essere una guida ma un sostegno, un “essere con” affinché il viaggiatore non si senta
solo e possa arrivare sempre più lontano, un giorno senza di me.
Insieme co-creiamo l’itinerario, passo dopo passo, seduta dopo seduta, affrontando emozioni scomode e disturbanti, e ci godiamo la meraviglia delle mete conquistate.
Con genitori dediti al lavoro, ho trascorso l’infanzia e l’adolescenza tra i tavoli del ristorante di famiglia. Fin da subito ho respirato l’accoglienza, la convivialità, la ricchezza dell’incontro con
persone diverse.
Al contempo, sono radicati in me il bisogno di silenzio, di ritiro, e di lasciar spazio alla fantasia, la mia principale compagnia nella casa silenziosa.
In me coesistono queste spinte: quella al ritiro (che nel tempo si è trasformata in raccoglimento) e quella all’incontro con l’altro.